I nostri prodotti tipici

Vi presentiamo alcuni dei prodotti tipici disponibili in enoteca, tante specialità da tutte le regioni d'Italia.

 

Pitinia (Friuli Venezia Giulia)

E’ un salame molto particolare originario dei monti del Pordenonese e precisamente della località di Andreis e Claut. In zona si denomina “peta” o “pita” o semplicemente “polpetta”. Si prepara con carne bovina, suina, oca e qualche volta di montone o agnello e addirittura capriolo. Viene ricoperta da uno spolvero di farina gialla di mais, affumicata al “ceppo del camino”. E’ un prodotto salvato dall’estinzione perché tutelato dal D.M. delle Politiche Agricole e Forestali nr. 350 dell’8 settembre 1999.

 

Lardo di Arnald D.O.P. (Valle d’Aosta)

Viene prodotto da allevamenti di suini selezionati in Valle d’Aosta, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte. La razza è il “suino pesante italiano”, quelle che alla mattanza raggiunge i 180 Kg., e di età non inferiore ai 9 mesi. Viene utilizzato esclusivamente lo sballotto, ar0matizzato con aromi naturali, spezie ed erbe di montagna essiccati, sale e lasciato stagionare per circa 3 mesi. Il suo gusto è particolare perché i suini vengono nutriti solo con castagne, ortaggi, farina e siero.

 

Bon Bocon d’Arnald suino (valle d’Aosta)

E’ il salame tradizionale valdostano di puro suino di razza autoctona. Le carni utilizzate provengono dalla spalla, coscia e carré, tritate, impastate con sale e spezie e vino rosso, e quindi insaccata in budello naturale di suino. La stagionatura raggiunge il mese e mezzo in locali freschi fino all’affiorire in superficie della tipica muffa bianca.

 

Salame d’oca (Friuli Venezia Giulia)

E’ un salame semplice che ha differenza di quello “tradizionale”, è composto da carne d’oca e di maiale. La carne d’oca è unica, tra i volatili, a prestarsi egregiamente alla stagionatura ed alla conservazione, così come la carne di suino. E’ un salame macinato a grana fine ed insaccato in un budello naturale che viene stagionato crudo per circa 30-60 giorni, secondo la grossezza del pezzo. Ha un gusto più dolce e delicato di quelli tradizionali ed è particolarmente “magro”.

 

Finocchiona (Toscana)

E’ un prodotto prettamente artigianale della lavorazione del maiale di razza Pesante Italiana. Si sostiene che la Finocchiona sia nata fra Greve e l’Imprunetta, ai tempi in cui i semi di finocchio venivano usati, in sostituzione del pepe che al tempo era merce rara e costosa, per conservare i salumi. L’impasto è morbido, frutto di una breve ma meticolosa stagionatura. L’aroma preponderante è il finocchio. Il gusto è forte e deciso.

 

Salsiccia dolce di Suino Nero Calabrese (Calabria)

L’allevamento del Suino Nero Calabrese e il laboratorio si trovano ai piedi del massiccio della Montea, una delle vette più interessanti del Parco Nazionale del Pollino nel territorio dell’Antica Valle dell’Esaro. Il salame, di puro suino, assolutamente senza conservanti e coloranti, viene macinato e impastato con l’aggiunta di semi di finocchio selvatico e peperoncino rosso dolce. Viene insaccato in budello naturale e stagionato circa 30 giorni. Al taglio si nota una grana media con poco grasso ben distribuito; il colore è rosso, marcato per la presenza del peperoncino dolce.

 

Manzo Salmonato

Proviene dal Nebraska da razza bovina Hereford, particolare selezione di animali da carne. Il taglio è il controfiletto, trattato, come il salmone, salando la carne a secco, asciugata e delicatamente affumicata a freddo con legna di faggio. La carne ottenuta, raggiunge un giusto compromesso tra delicatezza, sapore e morbidezza.

 

Pecorino Crotonese duro

Nasce nel “marchesato” di Crotone da puro latte ovino di razza Comisana a pascolo brado. La coagulazione avviene con caglio di capretto in pasta. Subisce una lunghissima stagionatura di circa 200 giorni, si forma una crosta dura di colore bruno. La pasta, di coloro bianco panna, ha rade e piccolissime occhiature. Il gusto è forte, intenso e piccante non tanto da prevaricare il gusto tipico del pecorino.

 

Filetto di bisonte

Deriva direttamente dal Bisonte Americano. Animale di dimensioni gigantesche (800/1000 kg.), vive nelle pianure del Nord Americane dove pascola con erbe ad alto contenuto proteico. La parte più tenera tra le pezzature delle carni, è il filetto che oltre la salatura, viene aromatizzato con erbe, e dopo una leggera affumicatura, è lasciato stagionare per circa 90 giorni. Il prodotto finale ha una caratteristica di sapere intenso e delicato insieme.

 

Cecina di Leòn

Prodotto artigianale, è una selezione accurata di carne magra bovina prodotta nella provincia di Leòn nel nord-est della Spagna. La carne, dopo la salatura, viene affumicata con legna di rovere, dopodiché viene stagionata lentamente sfruttando il clima secco della zona.

 

Mortadella di Prato

E’ un salume cotto che nasce inizialmente dall’esigenza di utilizzare le parti meno nobili di lavorazione del maiale, attualmente

 

Salame al tartufo (Piemonte)

Nasce dall’abbinamento di due prodotti tipici: il salame di Langa con il tartufo nero (tuber aestivum) tritato in scaglie e mescolato uniformemente nell’impasto. La stagionatura avviene in due fasi una di asciugatura, nella quale il prodotto riceve aria calda con lo scopo di eliminare l’umidità presente per un periodo di circa 7 giorni, l’altra che durata di circa 30/40n giorni. Il budello gentile naturale ha la legatura a mano.

 

Filetto al barolo (Piemonte)

Viene prodotto salando le lonze (lombo suino) già sgrassate e rifilate. Vengono massaggiate più volte per favorire l’assorbimento del sale. Vengono infine messe a contatto con il vino Barolo e fatto assorbire. Insaccate e stagionate per circa 60/70 giorni

 

Salame toscano al Brunello (toscana)

Nasce da maiali definiti “nostrali” allevati a mais, orzo avena e crusca e che raggiungono alla mattanza un peso di circa 180 kg con una età mai inferiore ad un anno. Per la preparazione la carne viene “tirata”, raffreddata e , una volta macinata, viene impastata a cubetti di grasso (lardello), tipico del salame toscano che si ottiene dai “lardoni” del suino tagliati a mano, insieme a pepe, sale aglio e una buona spruzzata di Brunello di Montalcino. L’impasto ottenuto viene poi insaccato in visceri naturali di vitello, di suino o di pecora. Successivamente, come vuole la vecchia tradizione toscana, viene legato a mano. La stufatura che segue serve al salame per eliminare l’umidità in eccesso effettuando una fermentazione naturale e facendo comparire la caratteristica muffa bianca. La stagionatura serve a far maturare lentamente il prodotto al fine di ottenere un gusto morbido e dolce con un profumo che denota il buon vino Brunello nell’impasto.

 

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